Il Terzo della Difesa

il terzo della difesaVorremmo riprendere il concetto interessante del Terzo della Difesa applicato da Zeman con la sua Roma, per contribuire ad ampliare il bagaglio tecnico di qualunque appassionato di tattica. Si tratta di un terzino difensivo che si mantiene stretto al difensore centrale direttamente collegato…viene definito terzo perchè è il primo a ricomporsi accanto ai difensori centrali formando la linea a 3. Contro due attaccanti stretti è molto importante per aiutare il difensore centrale che normalmente tende più a coprire cercando di creare superiorità numerica contro l’attaccante. L’idea giusta è sicuramente di utilizzare due giocatori molto rapidi perchè comunque il terzino lascia aperta la fascia cercando di trovare in quella zona i tempi giusti del recupero palla. Il Terzo della Difesa può favorire la dinamicità offensiva del terzino opposto con un accorgimento fondamentale, infatti il difensore centrale accanto al terzino offensivo deve essere il più bravo ad accorciare in pressing verso il centrocampo, infatti un buono spunto di Zeman è che il centrocampista di riferimento (Florenzi ndr) interpreti un appoggio difensivo per appoggiare la superiorità numerica sull’altro attaccante. La qualità degli attaccanti è determinante per valutare se poter concedere agli avversari la possibilità di avere campo sulle fasce in cambio del nostro terzino opposto che riesce completamente a dedicarsi alla fase offensiva. Lo scopo principale del settaggio è però a vantaggio della transizione, infatti l’idea presuppone di riuscire a non abbassare il baricentro della squadra…. i due centrocampisti che riescono a non abbassarsi possono ripartire con spazi più ampi e con le punte più vicine supportate dal terzino che attacca subito la fascia. Certo la qualità della nostra difesa deve essere evidente e come parametro si dovrebbe usare  i contrasti vinti contro le punte avversarie….solo dopo aver in mano la supremazia su questo parametro potremmo pensare a non abbassare il baricentro della squadra utilizzando il Terzo della Difesa. A presto

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I Falchi di Zeman – terza parte

analisi tattica Roma-Fiorentina6Zeman si è sempre giocato la carta intensità con Bradley che è rimasto nel vivo di tutte le azioni cruciali della Roma , ma il suo lavoro non è mai stato tatticamente scorretto, in questi screen possiamo vedere che posizionalmente si propone bene come appoggio ma qualora Pjanic dovesse decidere una giocata più profonda non è mai troppo lontano dai piani di Zeman che come abbiamo detto prevedono come massima espressione un recupero palla avanzato in superiorità numerica.analisi tattica Roma-Fiorentina9Possiamo concludere che i movimenti offensivi di Zeman sono sicuramente spettacolari e difficili per esecuzione e sincronismo ma tatticamente questa partita ha dato molto di più lasciando intravedere quello che non ti aspetti dal maestro boemo. In questa analisi abbiamo potuto appurare le scelte e i compromessi che ogni allenatore deve affrontare per seguire le proprie convinzioni e forse nel prossimo screenanalisi tattica Roma-Fiorentina8possiamo capire quanto sia importante l’intelligenza tattica del giocatore che deve essere in grado di unire  i suoi compiti difensivi allo sfruttamento delle occasioni che favoriscono ribaltamenti offensivi, cercando sempre di non allontarsi troppo da quella che è la tattica collettiva. In ogni caso spero che questa analisi possa essere fonte d’ispirazione per qualsiasi allenatore voglia provare i Falchi di Zeman.  A presto

I Falchi di Zeman – seconda parte

analisi tattica Roma-Fiorentina3La scelta di Pjanic è molto ben bilanciata quando si richiede palle di qualità che attraversino le linee difensive avversarie, ma Zeman ha sempre avuto secondo noi l’intenzione di attaccare ma sopratutto di non far uscire bene gli avversari qualora riuscissero a contrastare bene gli attaccanti romanisti. Chiaro che B.Valero è il punto focale della qualità di gioco della Fiorentina ma durante questa partita è stato preda dei Falchi di Zeman. Li abbiamo chiati così perchè Piris-Pjanic-Bradley hanno costantemente tagliato i rifornimenti a B.Valero spesso interessandosi di isolarlo qualora ci fosse una transizione negativa degli attaccanti romanisti. In parole povere se la Roma avesse perso palla in attacco si doveva sempre cercare di mantenere densità in attacco isolando il Regista viola.analisi tattica Roma-Fiorentina1Ed ecco che le tracce di Piris, Pjanic ma sopratutto di Bradley passano sempre molto vicino nella zona alle spalle di B.Valero sapendo benissimo che i centrocampisti avrebbero cercato una giocata che allungasse la Fiorentina in modo tale che qualora i difensori avversari avessero recuperato palla i Falchi di Zeman sarebbero sempre stati in una posizione alle spalle di B.Valero che gli permetteva di poterlo isolare dalla Transizione positiva viola. E’ un concetto avanzato della fase offensiva che richiede una grande sicurezza da parte del centrocampo nel gestire le fasi attive del possesso palla. Il compito richiedeva una grande concentrazione della catena e forse vedere questi due screen dove un attaccante esterno del 433 è il vertice basso della propria catena di riferimento è sicuramente il movimento più bello dell’interpretazioe di Pjanic del proprio ruolo che non può essere lasciato al caso nella scelta del giocatore che dovrà eseguire il compito.analisi tattica Roma-Fiorentina7                                                                                                                                          TOP POST – Bradley in questo anticipo ci fa capire bene tutto il piano di Zeman, che sicuramente avrebbe voluto che da questa azione fosse scaturito un gol (purtroppo non è andata così), la difficoltà di uscita della Fiorentina avrebbe dovuto realizzarsi con un recupero palla in superiorità numerica…..una vera chicca Zemaniana….. da qui la scelta di rischiare un incontrista che agisse alle spalle del Regista avversario. Chiaramente tutto diventa più chiaro nel capire gli interpreti….. adesso la scelta di Tachtsidis a De Rossi è più funzionale nel centrocampo per la maggiore dinamicità del centrocampista greco che perdendo spesso Bradley come punto di riferimento ha più campo da ricoprire e sopratutto deve essere un giocatore meno capace nell’interdizione ma più adatto a saper gestire in copertura le seconde linee di passaggio degli avversari, mentre un De Rossi dà molta più sicurezza quando il centrocampo è  più simmettrico nelle geometrie di movimento. Abbiamo dato una spiegazione anche al compromesso della marcatura a uomo di Florenzi su Aquilani che era la soluzione più idonea per lasciare a Tachtsidis la possibilità di concentrarsi sui movimenti della catena di destra e sul controllo a distanza del metodista fiorentino Oliveira.analisi tattica Roma-Fiorentina2Qui possiamo notare bene i princìpi che abbiamo finora esposto, ma vorremmo riprendere l’importanza dell’utilizzo di un centrocampista dinamico (Tachtsidis) non solo in verticale ma anche in orizzontale, che si trova ad affrontare uno squilibrio delle mezzali di reparto, ricordiamo Florenzi marca a uomo e Bradley ricopre il ruolo di incontrista tra le linee.

I Falchi di Zeman – prima parte

analisi tattica Roma-FiorentinaQualsiasi partita di Zeman è sempre frutto d’ispirazione anche per gli allenatori più esperti e l’analisi non è mai così semplice proprio per la complessità del tecnico boemo di cui ormai si è scritto tutto e forse i movimenti offensivi sono l’argomento più discusso in assoluto. Quando in Roma Fiorentina il movimento di ritorno a centrocampo di Pjanic è stato evidente… ci siamo subito immaginati un’azione offensiva dirompente che potesse comunque intimorire l’esperto Pasqual, gli  inserimenti o i tagli in quella fascia ci sono subito sembrati parte integrante dell’idea di Zeman e forse non vedevamo l’ora di vedere Piris altissimo che avrebbe sfoggiato tagli e sovrapposizioni sulla fascia. Ma nell’osservare bene la partita ci siamo resi conto di come invece Zeman non abbia mai snaturato il 433 nella sua forma e anzi nonostante  le sue idee offensive abbiamo verificato come avesse applicato rigidi compiti difensivi che confermano che la Roma stà crescendo sulla qualità del risultato e dell’interpretazione del modulo.Ma vediamo se riusciamo a spiegare meglio:analisi tattica Roma-Fiorentina4Le mezzali della Fiorentina sono state subito il punto focale su cui Zeman non si è mai lasciato sorprendere….la marcatura ferrea di Florenzi su Aquilani è stata sicuramente la scelta più controversa della partita, dettata sicuramente dal fatto che Zeman non volesse concedere alla Fiorentina una seconda palla di qualità sopra la linea di centrocampo, infatti buona parte della squadra lavora sul favorire a far giocare la prima palla della Fiorentina all’interno della propria metà campo con due scopi vantaggiosi per la Roma:
 il primo è poter avviare la fase di pressing nella metà campo della squadra viola, il secondo è dare il tempo necessario alla linea difensiva di salire compatti con la coppia Marquinhos (potente e rapido) e Piris adibiti a recuperi all’ultimo respiro, infatti proprio la scelta dell’eclettico portiere Goicoechea garantisce al tecnico lo possibilità di supportare la copertura della zona dietro i difensori centrali, per chi si ricorda la partita proprio una sua uscita fuori dell’area sull’accorrente Toni ha dimostrato la qualità del portiere nel gestire situazioni di imminente uno contro uno. analisi tattica Roma-Fiorentina5

    Nell’analizzare il pressing abbiamo però notato come ci fosse sempre un calcolato ritardo di Bradley sulla mezzala di riferimento B.Valero. Per il fantasista viola come si vede nello screen precedente c’è sempre una grande attenzione in fase di non possesso ma Bradley non lo affronta mai direttamente nell’uno contro uno quasi a confermare che i suoi compiti fossero diversi ma sopratutto a giustificare che il centrocampista non fosse mai nella posizione giusta per rintracciare Valero in fase di pressing. Lo stesso Pjanic non si preoccupa di tornare per una marcatura ferrea sul Regista gigliato perchè sicuramente avrebbe dovuto far scendere il tecnico boemo a compromessi con la fase offensiva, che come sappiamo è l’ultima opzione di Zeman. Vediamo però nel dettaglio il piano romanista.

Zeman

Conferenza stampa:

Non pensa che il suo gioco stia diventando prevedibile?

Lo è talmente che dopo la prima mezz’ora dovevamo stare 4 a 0, di sicuro stà diventando prevedibile”

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