Allegri: 433 MrA


massimiliano-allegriTutti i giocatori di FM (quelli veri) si sono scontrati con le dure leggi del calciomercato… ricostruire o ringiovanire una squadra spesso è un treno che viaggia su un altro binario rispetto agli obbiettivi prefissati dalle società ma aver paura di cambiare potrebbe essere il male peggiore che insidierebbe le basi della società portandola ad un evidente lento declino (ne è un triste esempio il Milan odierno). Massimiliano Allegri ha sempre avuto l’etichetta di preferire il 4312 ma io sono più propenso a credere che sia invece un profondo conoscitore delle dinamiche del centrocampo a 3…. che spesso non può prescindere dall’avere nel ruolo specifico l’interprete dalle caratteristiche appropriate. Allora proviamo ad analizzare il 433 di Mr Allegri o più semplicemente 433MrA, dando prima uno sguardo al modulo…. e poi ad alcune considerazioni:

Immagine 23Immagine 24Il 433 permette una costruzione della manovra ben articolata nel corto nel lungo e anche combinata…la prima impressione è la verticalità nella totale ampiezza del campo, le direttrici infatti portano ad un facile sviluppo di gioco che punta direttamente ad attaccare l’ultima linea difensiva avversaria. Senza scomodare Zeman la dislocazione dei giocatori favorisce la formazione di TERNE (3 giocatori) che esaudiscono i princìpi base della tattica cioè Scaglionamento, Ampiezza, Profondità, Copertura ecc….

Il modulo sviluppa un flusso di gioco a ridosso della linea difensiva avversaria per questo è il principale motivo per cui i migliori 433 sono quelli che hanno due esterni molto forti, spesso posizionali e predisposti all’1vs1…. ed è lo stesso motivo per cui l’esterno offensivo invertito, la punta che rientra sul piede forte per farla breve, è il principale interprete dei moderni impianti di gioco che hanno dominato la scena internazionale. Robben, Messi, Ronaldo, Hazard ecc… ne sono tutti grandi interpreti.

Analizzando per reparto la linea difensiva a 4 copre in ampiezza ma gli esterni difensivi in fase di possesso hanno il difficile di trovare i tempi giusti e l’altezza corretta per equilibrare le due fasi… spesso nei primi 20/30 minuti gli esterni sono la parte debole o la parte dominante del modulo. In fase di non possesso però hanno bisogno di un costante supporto che prevede che la squadra scivoli sempre lateralmente.

Il centrocampo o il cuore del modulo è tatticamente il più difficile da interpretare..oltre ad essere nelle principali direttrici di gioco è il fulcro dello sviluppo diagonale della costruzione… soffre principalmente la fase di non possesso perchè le mezzali sono scoperte ad una transizione veloce mentre nel mediogioco avversario spesso hanno compiti di pressare e direzionare il gioco, una volta superate  il reparto arretrato deve aggredire… infatti se il centrocampo è attratto dalla palla la linea difensiva è fortemente indebolita e al baricentro basso spesso sono richieste notevoli doti decisionali (De Rossi a lungo nella sua carriera nè ha dettato la giusta interpretazione). In fase di possesso invece il centrocampo deve conquistare spazio per garantire diagonali e direttrici attaccando la zona frontale della trequarti per allargare le difese e premere con più forza.

Il reparto d’attacco ampio e posizionale spesso è scaglionato bene in fase di non possesso ed è adattissimo per non far giocare l’avversario con una costruzione facile dal basso ma in fase di finalizzazione soffre inesorabilmente la difficoltà di creare superiorità numerica all’interno dell’area di rigore.

Punto focale del 433 infatti (nel caso non ci sia una punta che faccia reparto da solo) sono i movimenti senza palla in fase di possesso e una buona organizzazione di supporto nella transizione. Più in fase di possesso avremo costruito la squadra con una varietà di giocatori che offrono movimenti senza palla più sarà creativa la rifinitura dell’ultimo passaggio, mentre in fase di non possesso se la squadra non è predisposta con giocatori di  sacrificio il modulo deve essere connotato da Specialisti nei ruoli chiave che coprono i punti deboli.

Spesso gli allenatori cadono in una trappola terribile in questo modulo costruendo un reparto di attacco temibile e una difesa con terzini di gamba ma lasciando a centrocampo il  gioco di qualità e il ritmo di gioco concentrato in un unico singolo giocatore. Questa impostazione spesso porta una debolezza che gli avversari cercano di sfruttare creando un conseguente problema … inserire un altro giocatore di qualità potrebbe creare una sorta di dualismo che toglie specializzazione al centrocampo e quindi creare sofferenza nelle fasi di non possesso o di transizione (Bayern, Real Madrid, Barcellona si sono scontrati con questo problema). L’equilibrio è il reale problema del 433….

Torniamo alla Juventus:

JUVESe prendiamo le posizioni medie di alcune partite dei bianconeri non possiamo non notare una cosa importante…. Allegri non si è mai fidato di lasciare scoperte le mezzali del centrocampo a 3.

Io considero che questo sia il principale motivo per cui la Juventus ha tirato tanto grazie alla qualità della rosa ma con tiri da stress che liberano la pressione che si crea davanti alle zone delle mezzali. La cessione di Vidal ha creato uno squilibrio nel centrocampo che la Juventus poteva riequilibrare con un 4312 che presentasse un trequartista e una mezzala che si compensassero a vicenda (Khedirà e Oscar sarebbero stati idonei …) ma il mercato è andato in un’altra direzione.

La situazione però non è degenerata grazie a le valvole di sfogo……

Immagine 25Cuadrado è stato sicuramente il vero colpo di mercato della Juventus….senza di lui l’evidente calo qualitativo del centrocampo sarebbe talmente evidente che le responsabiltà degli errori nel calciomercato sarebbero la conferma degli scarsi risultati. Tatticamente Cuadrado soffre solo due problemi, la sua innata predisposizione ad intestardirsi nell’ 1vs1 e l’evidenziare pause di concentrazione e di scarso impegno nel transizione avversaria e nella fase di non possesso. Cuadrado ha dichiarato che Allegri lo ha migliorato tanto sotto questi aspetti e partendo da Ala con compiti a Sostegno (ruolo base per uno degli esterni più forti al mondo a creare superiorità numerica) il colombiano è diventato la vera valvola di sfogo prima dei Tiri da stress.

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Immagine 28Tatticamente è diventato fondamentale per i movimenti di occupazione degli spazi da parte dei compagni , e per molti aspetti anche imprevedibile. Già perchè Allegri lo stà plasmando da Attaccante esterno Completo che non ha un unica soluzione per la squadra ma bensì è un punto di riferimento per innescare i movimenti offensivi di squadra.

 

 

Immagine 27Ad esempio nelle ultime partite Morata attacca costantemente il centro della porta con il taglio dal secondo palo e Dybàla si muove costantemente prima a disturbare il centrale difensivo  e poi và alla ricerca dello spazio. I movimenti profondi di Khedirà ( che hanno portato gol e assist) sono i più significativi dell’importanza della palla giocata a favore di Cuadrado che con il terzino in appoggio crea subito sovraccarico e la squadra si affida ai suoi numeri per posizionarsi pericolosamente. Il colombiano però deve migliorare nel mettersi al servizio della squadra e in partita può soffrire la lontananza dalla porta ma è impossibile ormai non considerarlo un elemento chiave della squadra.

Immagine 26Alvarò Morata è l’uomo invece che rende verticale la Juventus, nel 433 partendo largo a sinistra però è una posizione che non favorisce le sue qualità di punta.

Allegri lo ha volutamente adattato come punta interna che galleggia tra le linee (Trovaspazi) cercando di sfruttare potenza e velocità per creare accumulo di gioco, ma le punte di egoismo del giocatore qualche volta non hanno permesso alla Juventus di sfruttare bene le occasioni.

Su quella fascia ad esempio Evrà è stato preferito in molte partite per percorrere i corridoi accanto a Morata, perchè su quella fascia serve gamba e un innato senso di attacco alla profondità e posizionamento tattico. Se Lichsteiner fosse un sinistro naturale avremmo visto una bella battaglia.

 

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Contro il Genoa ma anche contro il Manchester City la sua posizione è stata più da Punta interna che da Attaccante largo… quest’anno Allegri ha caricato sulle sue spalle il gap di gol che Mandzukic e Dybàla potrebbero pagare nei confronti dell’attacco dello scorso anno con Tevez. Almeno 3 i tiri a partita che Allegri gli richiede ma è fondamentale lasciargli corridoi liberi… Una punta di movimento che gli mangia spazio potrebbe essere controproducente mentre una seconda punta di raccordo o un vero Fulcro centrale a fare da boa potrebbe essere preferibile a consentirgli di percorrere le traiettorie a lui più congeniali.

Immagine 3Immagine 4

 

 

 

 

L’ottima azione contro il Bologna… Morata sia nel 433 che nel 352 stà interpretando un ruolo molto simile da (Trovaspazi) che però crea molta difficoltà alla punta centrale che deve sapersi muovere con grande abilità.

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Le qualità di Alvarò lo possono far partire anche dai 35 metri riuscendo a fare tutto, può arrivare al cross ed essere un ottimo finisher sia nel gioco aereo sia con entrambi i piedi. Ma Allegri non può rinunciare ad un giocatore che per troppa ambizione sprechi il possesso palla dei bianconeri, il ruolo di Trovaspazi per lui è molto più difficile rispetto l’Attaccante esterno largo, ma è anche la scommessa migliore che la squadra può fare perchè se crescerà mentalmente i gol verrano per lui e per i compagni e la Juventus sarà forse più forte….

A presto per la seconda parte….

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4 Responses to Allegri: 433 MrA

  1. Pingback: Allegri 433MrA – La zona centrale | fmprofessional

  2. wwayne says:

    A Cuadrado (e soprattutto al suo ex compagno Iakovenko) ho dedicato questo post: https://lapinsu.wordpress.com/2015/02/04/grazie-di-tutto-iakovenko-guest-post/. Che ne pensi?

    • Credo non si possa dire di più….
      La Fiorentina ha sempre sofferto di essere una grande squadra che qualcuno non vuol far entrare nel gotha del calcio italiano, ma credo che presto la porta si spalancherà.
      Complimenti ancora,
      S.

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