Inzaghi: 433


inzaghi

Allenatore giovane con grande attaccamento ai colori sociali, Mister Inzaghi si è preso coraggiosamente l’onere di traghettare il Milan nella burrascosa stagione 2015/16. Una scelta non facile perchè gli obbiettivi richiedono una squadra capace di mantenere una media punti alta che abbia una buona propensione a fare gol… già fare gol ….riprendendo il princìpio fondamentale zemaniano che alla fine vince sempre chi fà più gol e soprattutto quando la solidità difensiva non è un punto di forza della propria squadra è fondamentale motivare i propri giocatori  proprio sul concetto di intimorire gli avversari con un atteggiamento prettamente offensivo….

Concetto evidente quando il Milan si presenta alla sfida contro la Juventus con tre punte di ruolo che interferiscono con il gioco di costruzione dei bianconeri e dano un aspetto minaccioso alla squadra. Fondamentale… pressare alto…schermare Pirlo quando si abbassa in aiuto alla difesa e recuperare palla alta.

Questo 433 asimmetrico ha però evidenziato come il centrocampo riesca a seguire la singola strategia ma che si adatti con estrema difficoltà qualora il piano iniziale non riesca a concretizzarsi.

DSC_0435La posizione di Menèz più centrale è infatti molto funzionale ad una transizione rapida del Milan.. questo sicuramente prevedeva che da dietro la squadra pressasse alta e la difesa accorciasse sul reparto avanzato. Le uscite di Muntari forse sono state il segnale più forte della strategia di Inzaghi  che però  si è scontrato con due caratteristiche dei suoi giocatori che non potrà sottovalutare. La prima che Antonelli è principalmente un esterno dinamico adatto a consolidare il gioco di possesso piuttosto che un esterno difensivo puro( non è proprio un terzino di ruolo) la seconda che Essien è inadeguato a ricoprire ruoli tattici che prevedano non solo intelligenza situazionale ma anche rapidità di adeguamento e scelta corretta della posizione da assumere.

DSC_0455Nella scelta di far aggredire Muntari (screen a sx) ci sono tutte e due questi problemi, Essien manca di passo rispetto al compagno e Antonelli non sembra adatto in situazioni dove deve assumere posizioni intermedie per distribuire le distanze e supportare la copertura. Una squadra esperta come la Juventus ha creato spesso il 2 contro 1 nelle zone centrali sfruttando proprio queste debolezze.

DSC_0437In fase di non possesso il 4411 è solo numerico perchè posizionalmente i rossoneri hanno assorbito la Juventus con un centrocampo a tre ripresentando il principìo di Menèz più centrale e Cerci che arretra solo in una mezza posizione fino a che la palla si trova sul lato debole. Il centrocampo si è quindi  spesso appiattito per consentire di uscire in  pressione e in ampiezza rimanendo alto, ma non è mai riuscito a concretizzare un pressing efficace quando gli esterni della Juventus avanzavano in possesso.

I rossoneri hanno dimostrato ancora una volta che il reparto difensivo non è mai pronto ad accorciare e aggredire gli appoggi avanzati con elasticità tattica , dimostrandosi pronti a recuperare palla in una situazione a loro familiare ma altrettanto poco organizzati a chiudere gli spazi soprattutto tra le linee.

DSC_0451In questo screen ad esempio si vede bene un punto debole della fase difensiva ….. con la difesa alta sono fondamentali le uscite ad aggredire i movimenti di incontro delle punte avversarie…ma è palese che Paletta non segua Tevez perchè deve garantire la copertura e appoggio su Antonelli  che a sinistra è impegnato nel duplice compito di accorciare su Marchisio e raddoppiare su Muntari nel caso Padoin avanzasse. Un problema causato dal mancato scivolamento del centrocampo che la posizione di Cerci non consente… ma che in una sorta di 4411 dovrebbe esserci se Menèz funge da Falso 9 per le transizioni. Il 3 contro 2 creato in appoggio a Padoin infatti fà saltare il duo Muntari/Essien e per concatenazione di eventi il Milan deve arretrare in modo scomposto.

DSC_0442Se la Juventus cambia rapidamente fronte i problemi sopracitati si trasformano in disorganizzazione difensiva. Essien cade nella linea difensiva inutilmente(era una prerogativa del suo ruolo abbassarsi ma serve anche saper scegliere bene i tempi per farlo )   nonostante Paletta si sia fermato a garantire il 2 contro 1 in area di rigore mentre Muntari e Antonelli improvvisano una diagonale che non ha copertura e lascia scoperto l’inserimento.

DSC_0443Successivamente sono evidenti le difficoltà nel gestire le situazioni difensive di base. Antonelli e Muntari vanno in confusione nella situazione di 2 contro 2  e si concentrano a tamponare l’inserimento lasciando libero Vidal nel successivo passaggio di ritorno mentre al centro Paletta esorta Essien a riadattarsi a coprire la zona fronte porta dove Tevez stà galleggiando. Una situazione da cui i rossoneri si salveranno solo per un errore di mira di Vidal che comunque riuscirà a tirare bene e forte da dentro l’area di rigore.

Ma come abbiamo detto si può sopperire ai problemi difensivi imponendo una fase offensiva concreta e ficcante che metta in difficoltà gli avversari .

DSC_0446La transizione che prevede il corposo intervento dei terzini (da qui si capisce l’acquisto a Gennaio di Antonelli ) non sembra però supportata dai movimenti coordinati in attacco. Contro la Juve ad esempio Honda non è mai riuscito a leggere correttamente la situazione e trovare i tempi giusti per lasciare la marcatura su Pirlo e trovare la posizione tra le linee. Qui ad esempio và subito in profondità quando un taglio diretto in supporto di Cerci poteva creare un 2 contro 2.

DSC_0453Anche in questo screen il giapponese non riesce a muoversi in sinergia con l’azione, quando Menèz parte largo il suo ruolo dovrebbe prevedere di essere un punto di riferimento centrale ma la sua attitudine a ricevere palla sulla trequarti lo isola ancora una volta dall’azione. Gli inserimenti da dietro lo convincono a rimanere in posizione, ma chi ne soffre è proprio Cerci che si trova chiuso lo spazio da attaccare.

Immagine 3Stessa situazione in questo screen, ancora una volta Menèz è il punto di riferimento della transizione. Honda è sempre vicino a Pirlo e non trova i tempi per essere funzionale ad attaccare gli spazi. Si frappone ancora una volta sulle linee di passaggio di Cerci e non si smarca prontamente in verticale. Purtroppo è un grave errore perchè il movimento di Menèz è perfetto per creare le linee di passaggio interne e lui è molto bravo ad aspettare che gli inserimenti siano arrivati in supporto, ma serve anche timing e movimenti corretti per capitalizzare la sottofase di rifinitura in fase offensiva attiva….altrimenti si spendono energie e si recupera in affanno.

Immagine 4Questa asintonia con i movimenti di Cerci diventa un problema proprio quando lo stesso riceve palla, i suoi movimenti contrastano alcune naturali giocate del neo acquisto rossonero. Honda non gli detta mai una giocata in profondità o in verticale, o cercando di portagli via un uomo, anzi spesso la sua staticità ha creato densità di uomini bianconeri e Cerci non ha mai sfruttato la sua arma migliore che è quella di rientrare vedendo la porta.

Immagine 5Altro frame dove il giapponese non si adatta alla posizione, Poli si era inserito e torna in supporto di Essien, ma un giocatore che si adatta a  trequartista ( Vidal ne è un esempio) in questi casi deve attaccare la profondità per non andare in conflitto con il centrocampo che stà spingendo.

 

Immagine 6Ultima situazione che conferma una mancanza di sapienza tattica…. Honda spesso è caduto posizionalmente vicino a Cerci ma non si è mai mosso in anticipo per liberagli lo spazio. Qui chiama palla e non gli verrà data, Cerci preferirà andare sul fondo sul suo piede debole aspettando che Honda gli arrivi a sostegno ma non accadrà. In queste situazioni però per un esterno di razza come è Alessio fondamentale  è avere visibile lo specchio della porta ed avere i compagni che gli portino via i difensori creandogli lo spazio per rientrare e scagliare il suo mancino tagliente.

Se ci immedesimassimo sul Mister e tornassimo alcuni secondi indietro…. tutti chiederemmo ad Honda il movimento alla Ozìl ( Vidal e Pereyra penso che si ispirino a lui ) che si sovrappone in anticipo in fascia a chi riceve palla sull’esterno creando sovraccarico ma anche dando profondità,

allora forse Cerci avrebbe più opzioni e il Milan sarebbe più pericoloso.

A presto….

 

 

 

 

 

 

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