Mandorlini: 532


Mandorlini_Andrea-300x194Nella doppia sfida ravvicinata contro la Juventus, il Verona ha pagato un caro prezzo…. ben lontano dal picco di gloria ottenuto nella precedente stagione quando il gioco scaligero era temibile e Iturbe, Jorginho, Romùlo e Gomèz erano terminali offensivi di un Luca Toni che nonostante i 20 goal realizzati si trasformava spesso in assist man per i compagni. La stagione 2013/14 ha permesso di schierare ad Andrea Mandorlini un vero 433 con un centrocampo dinamico, di qualità che accorciava i reparti per un pressing alto e permetteva alla squadra di essere pericolosissima nelle sfruttare le transizioni e il contropiede quando arretrava adescando gli avversari…….verona Nell’analisi dei dati medi a partita il crollo della stagione 2014/15 è talmente evidente che è innegabile trovarne la motivazione nel dissesto dell’organico della squadra.

Il Verona è passato da una media di gol segnati a partita di 1.63 (2013/14) ad una media di 1.11 gol a partita nella stagione corrente, confermando come il potenziale offensivo si sia ridotto notevolmente.

L’atteggiamento spavaldo e offensivo nella stagione  2013/14 l’aveva portato a concedere 1.79 gol a partita mentre quest’anno la squadra ridimensionata in attacco si è concetrata più sulla fase difensiva concedendo per ora 1.68 gol a match… troppi per una squadra che segna poco.

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Immagine 5L’ anno scorso il sistema adottato è stato per il 99% delle partite il 433 (screen accanto) , quest’anno invece Mandorlini ha dovuto proporre spesso la difesa a 5 sia nella versione ultradifensiva del 532 sia nell’ormai noto 352. Entrambi però non hanno mai confermato che la squadra ne beneficiasse dal punto di vista difensivo…..

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Immagine 6

Un dato significativo è sicuramente il cambio di come conclude l’azione il Verona…. quest’anno la squadra crea molto di più rispetto alla stagione precedente ma fondamentalmente concretizza meno assist… confermando meno qualità in fase di rifinitura.

I passaggi chiave (aumentati a quasi uno in più a partita) creano occasioni da gol ….. ma non gol……

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Immagine 7  Dopo la debaclè in Coppa Italia, Mandorlini sotto pressione ha cercato di ribaltare una prestazione decisamente sottotono, passando ad un vero 532 che con Crhistodoulopoulos si configurava in un 5311/541, abbandonando anche un pò le proprie certezze acquisite nel 433 che per affrontare la Juventus ha bisogno di una connotazione e un’interpretazione ben precisa.

Un dato di fatto è che la Juventus è partita forte e ha avuto un trend in crescendo durante la partita, ha avuto la possibilità di dominare il possesso palla nella trequarti avversaria con una striscia di 7  passaggi positivi medi in fase di costruzione, quasi a vanificare lo sforzo difensivo degli scaligeri.

Verona di Mandorlini9  Nel nostro precedente post  avevamo già descritto un’interpretazione classica del 4312 di Allegri, ponendo molta attenzione su almeno due aspetti…. il primo l’inserimento continuo delle mezzali che attaccano simultaneamente gli interspazi davanti l’area di rigore e il secondo il continuo movimento delle punte che mira a destabilizzare la difesa avversaria e crea gli spazi da aggredire.Tevez per ora ha sempre interpretato questo ruolo di trequartista in attacco davvero interessante per dare al proprio compagno di reparto la libertà di attaccare il difensore centrale portantodolo nell’uno contro uno. ( Morata nello screen punta l’anello attacca il vertice basso del triangolo difensivo del Verona )

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Verona di Mandorlini3Con il 532 il Verona ha continuamente dovuto far uscire gli uomini dalla sua linea difensiva (i terzini a turno cercavano di essere i primi oppositori delle discese degli esterni avversari) mentre spesso un centrale (R.Marques) rintracciava Tevez sulla trequarti, con una difesa che rischiava di rimanere spesso troppo larga per coprire le zone centrali ( per il gioco juventino è terra di inserimenti).

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Verona di Mandorlini4I tre centrali di centrocampo avevano il compito di schiacciarsi velocemente sulla linea difensiva proprio per coprire questo gap difensivo,  senza però inserirsi nella linea difensiva, cercando di creare due linee strette davanti alla difesa e dare la possibilità di ricompattarsi ai compagni. La verticalità del centrocampo ha reso  però gli stessi interpreti inermi nel cercare di creare le situazioni di due contro uno non avendo altre possibilità che rimanere in posizione per l’inferiorità numerica che si creava quando i terzini avversari arrivavano in supporto alla mezzala.

Verona di Mandorlini5 Il primo gol di Pogbà è l’esempio pratico della difficoltà di Tachtsidis a gestire il pressing sulla mediana (tatticamente spesso lui rischia sempre di schiacciarsi più profondamente dei compagni e può rialzarsi solo a linea difensiva ricompattata)  e l”impotenza di Greco nell’uscire in pressione sul francese, perchè rischierebbe di creare situazioni di due contro uno all’avversario. L’impressione è che il Verona fosse molto più propenso a presidiare la zona centrale, ma fosse davvero poco organizzato nell’affrontare il recupero palla sulla propria trequarti.

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IMG_0513IMG_0513Con il 532 infatti i centrocampisti devono lavorare molto sulle linee di passaggio aspettando l’uscita di un compagno dalla linea difensiva per poter collaborare attivamente sul recupero palla. Una situazione complicata se si affronta la Juventus che alza i terzini a centrocampo già sulla prima palla del portiere e spinge subito almeno con una mezzala sul lato forte….

lo screen dei contrasti effettuati da Greco e Sala è davvero inquietante…rispetto alla squadra…poca l’aggressività messa in campo e poca anche l’attenzione ad anticipare le linee di passaggio (solo 1 anticipo completato tra tutti e due i giocatori) per una fase difensiva che centralmente doveva prevedere una certa difficoltà a giocare palla internamente da parte dei bianconeri.

Verona di Mandorlini11 Greco

termico di Greco

Verona di Mandorlini10Sala

termico di Sala

Il loro contributo però non poteva che essere di questo tipo dato che il primo aggressore in fascia è spesso il terzino e il compito della mezzala è gestire la transizione con Tachtsidis che cerca di recuperare palla a centrocampo… ma ha bisogno di trovare i punti di riferimento in uscita dalla transizione.

IMG_0516

Verona di Mandorlini6

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Il secondo gol di Tevez conferma la tesi, il Verona è in fase di non possesso e si posiziona 5311 (impensabile che Pirlo toccherà 116 palloni gestendo 1/6 del possesso palla della Juve) su Cacerès esce in aggressione Brivio e in pressione leggera con un vai e torna Greco….. che lascia che l’inserimento largo di Pereyra sia assorbito dalla linea difensiva che comunque è rimasta a 4 concentrandosi a tornare in posizione con la massima velocità possibile.

Verona di Mandorlini7Con palla a Morata è bene ribadire un concetto nuovo del 4312 di Allegri…la punta avanzata deve avere caratteristiche di allargarsi bene almeno a destra e deve avere capacità tecnico/fisiche per riuscire ad affrontare in modo vincente le situazioni in fascia in inferiorità numerica. In Pratica con due uomini in fascia vuole che gli avversari escano a triplicare su di essi ma ne escano sconfitti. Per fare ciò è importante che la Punta abbia fisico tecnica e conosca le situazioni del 2 contro 2 in fascia. ( in questo modo le difese spesso si ritrovano 1 contro 1 contro chi arriva dentro l’area di rigore)

Verona di Mandorlini8Rimane però il fatto che sul secondo gol il centrocampo del Verona abbia il compito di creare una seconda linea difensiva ma non di scalare dentro a coprire eventuali buchi. Lo stesso Sala che si trova più accentrato si fà prendere di sorpresa dal taglio di Pogbà…sicuramente dovuto sia alla poca attitudine ad assolvere questo compito, ma anche dalle indicazioni di base del modulo che prevedevano che la difesa scivolasse mantenendo le distanze.

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Verona di Mandorlini2Se Mandorlini avesse avuto più fiducia nel suo 433 e avesse avuto meno pressione del risultato... probabilmente avrebbe attuato una tattica più adatta ad affrontare la Juventus.

Se avesse convinto i due esterni larghi di centrocampo a fare i tornanti puri con compiti di essere i primi argini nelle coppie Cacerès/Marchisio e Evrà/Pogbà le due mezzali interne avrebbero avuto grandi libertà di movimento per adeguarsi agli inserimenti juventini e in più il centrale di centrocampo avrebbe potuto marcare in zona Pereyra o pressare alto Pirlo in collaborazione con la punta. Una delle lezioni di fase difensiva più importanti….. la Juventus l’ha avuta dal Cholo che grazie ad un uomo libero davanti alla difesa e una marcatura lato palla ha creato situazioni di 3 contro 2 che non gli hanno concesso di trovare le linee di passaggio interne.

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Verona di Mandorlini1Se i due interni di centrocampo fossero stati più mobili e con il copito quasi esclusivo di marcare le zone interne della mediana, Tachtsidis avrebbe potuto non solo pressare alto ma avrebbe potuto marcare Pereyra o rintracciare a vista i movimenti a rientrare di Tevez.

Logicamente tutto può essere attuabile se i due esterni sono tornanti bloccati che iniziano la marcatura lato palla non concedendo il centro e accompagnando l’avversario… il terzino rimane prima  stretto per assorbire la mezzala che si inserisce per poi lasciarla in consegna all’interno e poter andare a raddoppiare sul terzino bianconero che scende.

Ancora oggi ritengo che la Roma sia una buona squadra per affrontare la formazione di Allegri ma credo che la vera bestia nera della Juventus sia solo il Napoli se Benitez riuscisse a migliorare la rosa a centrocampo e ad equilibrare il suo arsenale offensivo…. il suo concetto di esterni offensivi elastici nelle due fasi rimane il più adatto a mettere in difficoltà i bianconeri.

Peccato Mandorlini, alla prossima.

A Presto….

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